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Un lupo mannaro americano a Londra


 Un lupo mannaro americano a Londra (1982)

 Zaino in spalla e piumino addosso, David e Jack si trovano in gita tra la nebbia e la brughiera delle campagne del Nord dell’Inghilterra. Non proprio benvoluti dai sinistri frequentatori dell’unico pub (L’Agnello Macellato) nel giro di chilometri, i due si rimettono in marcia in piena notte fino a quando non percepiscono sempre più vicino l’ululato di quello che non sembra essere un semplice cagnetto da cortile. Landis si diverte come un bambino a rievocare i lupi mannari dei classici horror hollywoodiani anni trenta e cinquanta, seguendo da un lato la narrazione del ragazzo sopravvissuto che finisce per essere “curato” a casa di una bella infermiera londinese, sia il terrificante cotè effettistico che accompagna la trasformazione in “mostro” del ragazzo prima di andare a “caccia” di notte tra le strade di Londra. Tre le sequenze memorabili: l’incredibile trasformazione del corpo di David in lupo per cui Rick Baker vinse un Oscar, l’inseguimento di una vittima very british nell’underground londinese, e quella fracassona e catastrofica in mezzo alla vera Piccadilly Circus in sottofinale. Un horror comunque romantico con una storia d’amore estremamente fisica con un finale tragico e strappalacrime

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